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L’adolescenza

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Con il termine adolescenza si è soliti indicare quel periodo che va, più o meno, dai 12 ai 22 anni.

In questo periodo temporale l’individuo si trova impegnato ad affrontare una serie di cambiamenti che interessano il suo sviluppo fisiologico, morfologico, cognitivo e sociale.

L’adolescenza non è solo una fase di transizione dall’età infantile e quella adulta ma rappresenta una vera e propria ridefinizione e riorganizzazione di tutto quanto acquisito durante l’infanzia.

In alcuni casi si osserva una vera e propria crisi della persona con la caduta di ogni certezza e punto di riferimento.

Durante questa fase di vita vengono messi in atto una serie di cambiamenti.

L’adolescente, rispetto al bambino, tende maggiormente a porre l’attenzione agli aspetti interiori di sé con una maggiore focalizzazione sulle proprie emozioni.

Questa scoperta del mondo interiore può portare a spaventarsi per un qualcosa che non si comprende appieno e non si riesce a gestire come si vorrebbe.

Durante l’adolescenza si attua, inoltre, la messa in discussione della solidità e sicurezza degli adulti che non vengono più visti come detentori di un sapere assoluto.

Gli adolescenti manifestano maggiore interesse per le relazioni extra-familiari, con conflitti di appartenenza tra il gruppo dei pari e la propria famiglia. Vengono assunti nuovi valori, nuovi punti di riferimento.

L’adolescente sviluppa la capacità del pensiero ipotetico-deduttivo, il possibile diviene più pregnante del reale.

Ogni certezza viene messa in discussione e questo può generare uno stato di confusione in cui non sono più presenti i vecchi punti di riferimento ma i nuovi non sono ancora presenti o non in maniera strutturata.

I cambiamenti del corpo che avvengono durante l’adolescenza sono uno degli elementi più importanti per la crisi che spesso si sviluppa in questo periodo.

Fin dalla nascita il corpo cresce e si modifica ma durante l’adolescenza avviene con una rapidità mai avvenuta che non rende semplice l’adattamento ai nuovi cambiamenti.

Il ragazzo perde uno schema di riferimento del proprio corpo e al fine di ritrovarne uno per riappropriarsi della propria fisicità tende a soffermarsi sulle differenze con i coetanei.

Aspetti visibili come altezza, peso, muscoli vengono presi come criteri per poter giudicare sé come normale oppure no.

Lo sviluppo sessuale è uno degli elementi maggiormente conflittuali durante l’adolescenza.

La comparsa dei caratteri sessuali secondari, come seno e barba, rendono sempre più esplicite le differenze tra maschio e femmina.

L’adolescente, non avendo ancora chiaro il ruolo della sessualità e un’identità ben definita, tende ad affidarsi ai caratteri sessuali secondari come elementi di rassicurazione ma in alcuni casi la loro comparsa può indurre una vera e propria crisi, soprattutto nelle ragazze che possono vivere la comparsa del ciclo mestruale come una vera e propria rottura definitiva della propria infanzia.

Per far fronte a questa serie di cambiamenti, spesso gli adolescenti attivano una serie di meccanismi di difesa:

  • narcisismo: di fronte all’incertezza l’adolescente tende a dare maggiore risalto al proprio Io con conseguente accrescimento della propria autostima ma con il rischio di non riconoscere più l’autorità del mondo adulto

  • sublimazione: i conflitti e le emozioni negative vengono dirette verso ambiti artistici o lavorativi al fine di non metterli in atto verso le persone care

  • intellettualizzazione: gli aspetti emotivi, spesso incomprensibili e conflittuali, vengono messi a tacere attraverso un uso eccessivo di aspetti cognitivi

  • identificazione proiettiva che permette di spostare aspetti negati di sé sugli altri. Questo permette di salvaguardare la propria autostima con il rischio, tuttavia, di mancanza di consapevolezza di alcuni aspetti di sé e di una visione distorta degli altri

  • scissione: la difesa più radicale, permette di separare gli aspetti positivi da quelli negativi di sé e degli altri, questo permette di mantenere in vita l’amore verso se stessi e gli altri significativi con il rischio, tuttavia, di una visione del mondo caratterizzata da giudizi radicali, in cui la complessità della vita e delle relazioni viene annullata.

Vari sono i possibili esiti del processo adolescenziale.

Si assiste ad un superamento adeguato della crisi dell’adolescenza quando il ragazzo manifesta una maggiore stabilità emotiva e comportamentale, si assume sempre maggiori responsabilità, individua un propria strada assumendo un proprio ruolo sociale investendo sulle relazioni e su un percorso lavorativo futuro.

Nei casi in cui, invece, si assiste ad un blocco del periodo adolescenziale, in cui il ragazzo manifesta difficoltà di tipo comportamentali, sociali ed emotivi può essere utile contattare un professionista psicologo per evitare che il blocco temporaneo possa strutturarsi in una difficoltà cronica ad accedere all’identità adulta.



Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta
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