Episodio di ansia o attacco di panico? - Psicologia e Psicoterapia - Heimat

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Episodio di ansia
o attacco di panico?

panico

In un recente articolo (per maggiori informazioni leggi L'Ansia, stato emotivo complesso o malattia?) abbiamo approfondito l’ansia, intesa come uno stato d’animo complesso in cui la persona avverte una sensazione di pericolo rispetto alla quale si sente impotente, distinguendola dalla paura, che rappresenta una risposta emotiva ad una minaccia imminente, esterna e definita.

L’aspetto che differenzia i disturbi d’ansia da un normale stato di tensione è che essi sono eccessivi e persistenti rispetti allo stadio di sviluppo, creano difficoltà alla persona nella quotidianità e provocano notevole disagio.

In questo articolo andremo ad approfondire gli episodi di ansia, spesso erroneamente confusi con gli attacchi di panico.

Entrambe le problematiche posso andare ad inficiare notevolmente sul benessere quotidiano.

Nel disturbo di panico la persona sperimenta ricorrenti attacchi di panico, è continuamente preoccupata da eventuali attacchi che potranno sopraggiungere o è portata a modificare il proprio comportamento affinché possa evitare situazioni percepite come rischiose e riconducibili ad un possibile attacco.

L’attacco di panico è caratterizzato da una comparsa improvvisa di paura o disagio intensi, questi raggiungono il picco in pochi minuti e sono accompagnati da sintomi fisici e/o cognitivi.

I sintomi fisici sono:

  • palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia,

  • sudorazione,

  • tremori,

  • dispnea o sensazione di soffocamento,

  • sensazione di asfissia,

  • dolore o fastidio al petto,

  • nausea o disturbi addominali,

  • sensazione di vertigine, di instabilità o svenimento,

  • brividi o vampate di calore,

  • sensazioni di torpore o formicolio.

I sintomi cognitivi sono:

  • sensazione di irrealtà o di essere staccati da se stessi,

  • paura di perdere il controllo o di impazzire,

  • paura di morire.

Gli attacchi di panico possono essere attesi quando sono riconducibili ad un oggetto o ad una situazione specifica che provoca terrore o inaspettati quando si verificano senza un’apparente ragione scatenante (anche di notte, il soggetto si sveglia in uno stato di panico).

La frequenza e la gravità degli attacchi di panico sono notevolmente variabili.

È comune tra le persone che ne sono affette immaginare di avere gravi malattie a partire da un sintomo fisico o da un effetto collaterale in seguito all’assunzione di un farmaco.

Di frequente questi soggetti sperimentano forti preoccupazioni nel portare avanti attività quotidiane o affrontare situazioni stressanti.

In alcuni Paesi Europei soffre di questo disturbo circa il 2-3% di adolescenti ed adulti, è più frequente tra la popolazione femminile e solitamente sopraggiunge attorno ai 20 anni. Se il disturbo non è trattato può divenire cronico, con oscillazioni nei i sintomi.

Spesso chi ne è affetto affronta le attività sociali, lavorative e fisiche con grande difficoltà, spendendo moltissimi soldi per visite mediche ed assentandosi frequentemente dal lavoro o dalla scuola per visite mediche o ricoveri in Pronto Soccorso.

Possono esserci attacchi di panico paucisintomatici con meno di 4 sintomi (rispetto ai sintomi fisici e cognitivi precedentemente elencati) in cui si manifestano i sintomi del panico ma senza l’esplosione di un vero e proprio attacco. È possibile ricondurre l’episodio di ansia a questa situazione.

Nonostante non sia possibile identificare un attacco di panico vero e proprio i soggetti che ne sono affetti sperimentano nella loro vita episodi di ansia e per questo sono portati a cambiare il proprio comportamento al fine di evitare situazioni in cui potrebbero verificarsi.

Questi episodi di ansia, come abbiamo detto, influiscono nella quotidianità non solo del soggetto che ne è affetto ma anche dei cari che lo circondano, che a volte sono costretti ad adattarsi alla situazione e a non lasciarlo mai solo, nel tentativo di rassicurarlo.

Questa situazione porta ad uno stato di frustazione, sia nel soggetto che ne è affetto sia tra gli amici e i familiari che lo circondano.

Ricordiamo che queste informazioni sono riportate per una conoscenza ed un approfondimento generale, chiaramente non valide per effettuare autodiagnosi.

Come già ricordato gli episodi di ansia e gli attacchi di panico possono compromettere le attività quotidiane dei soggetti che ne sono affetti e cronicizzarsi.

Raccomandiamo quindi di rivolgersi a dei professionisti, tra cui psicologi e psicoterapeuti (qui i nostri Contatti) in modo da prevenire la cronicizzazione dei sintomi.




Dott.ssa Cristina Nobili
Psicologa
Roma
via Val di Non, 37a
3409754192
info@psicologiaheimat.it
www.psicologiaheimat.it



Bibliografia
  • American Psychiatric Association (2014). DSM-V, Raffaello Cortina Editore.

  • Gabbard Glen O. (2007). Psichiatra psicodinamica, Raffaello Cortina editore.